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Cyber-stress: un disturbo da non sottovalutare.

Cyber-stress e digital-stress possono essere conseguenze dirette della digitalizzazione, un consiglio per evitarle.

Lo stress è stato definito, a cavallo tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso, come una condizione aspecifica che permette all’organismo di adattarsi a qualunque sollecitazione gli venga imposta. Ogni fonte di cambiamento, ogni elemento esterno che spinge l’individuo all’adattamento può essere definito agente stressante.

In una recente ricerca, intitolata The State of Cyber-Stress, sono state intervistate oltre 2 mila persone del Nord America per approfondire la cybersicurezza dal punto di vista psicologico: può essere considerata come agente stressante?

La cybersecurity è un’esigenza relativamente nuova, che quindi può aver indotto le persone ad adattarsi molto velocemente a una nuova necessità, provocando stress e tensioni. Da quando infatti la fuga di dati è diventata una preoccupazione concreta e le problematiche relative alla sicurezza informatica hanno iniziato a diffondersi, è diventato legittimo e anzi doveroso sentire la necessità di adattarsi al cambiamento, ma purtroppo l’adattamento non sempre è facile. Ed è proprio in questi casi che la fase di trasformazione diventa stressante.

Gli utenti si stressano soprattutto perché non sanno come agire per proteggersi dalle minacce online, quando non sono particolarmente esperti di certe tecnologie o quando temono di non procedere nel modo corretto.

La ricerca ha evidenziato che addirittura l’81% degli americani è preoccupato per la propria cybersecurity, come anche il 72% dei canadesi. Entrando nel dettaglio si scopre che la principale fonte di stress per gli intervistati sono le password: quasi il 50% degli intervistati tra i 16 e i 24 anni dichiara di essere in difficoltà nel momento in cui deve decidere delle password sicure e nel doverle poi gestire. Vista la facilità nel crackare certe password è sempre preferibile evitare di scegliere la stessa password per molti account, perché potrebbe esporvi ad un rischio ben più esteso.

Questo stress è in realtà in parte giustificato: il 46% delle persone coinvolte nella ricerca infatti ha dichiarato di aver avuto, negli ultimi anni, problemi relazionati alla sicurezza informatica.

Ma come fare per evitare di vedere la tecnologia come una fonte di stress? È indispensabile riuscire ad adattarsi al cambiamento tecnologico per poter godere dei vantaggi che esso ha introdotto nelle nostre vite, lavorative e no, ed evitare di trasformarli in una fonte d’ansia che impedisce di agire. Il modo migliore per superare questo stallo è imparare a conoscere l’argomento, anche per questa ragione FasterNet ha scelto di investire nella formazione e nella divulgazione di queste tematiche. Grazie alla diffusione delle informazioni e alla condivisione delle conoscenze è possibile raggiungere un livello più alto di consapevolezza che ci permetterà di mantenere la tranquillità anche davanti alla rivoluzione digitale!

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2018-07-26T17:40:32+02:00